venerdì, 06 novembre 2009

Negli ulitmi giorni sono scomparse ben tre persone che gravitano intorno alla mia Parrocchia. Un ragazzo, amico di un amico, la mamma di un'amica e una signora del gruppo dei più "grandi".

Questa signora non la conoscevo direttamente. E' stata una persona eccezionale, che ha sopportato la malattia con una classe e una dignità fuori del comune.

Nel corso degli incontri del lunedì, le amiche parlavano spesso di lei. E mi hanno fatto conoscere di riflesso, proprio come una mosca su un muro, una persona eccezionale. Ho sentito davvero in fondo al mio cuore la perdita di questa persona. Penso che tutta la comunità ha perso moltissimo, e come è stato detto ieri al funerale, sono sicura che non sarà più la stessa cosa senza di lei.

Mi sono resa conto ad un certo punto, mentre scendevo la stradina in mezzo all'oliveta di Giogoli, per andare a riprendere l'auto e tornare alla mia vita di sempre, che forse ho perso un'occasione importante. Quando sono arrivata in Parrocchia questa signora era già molto malata. L'ho vista tante volte con il marito in Chiesa la domenica, con gli occhi gonfi per il ciclo di chemioterapia appena fatto, con in testa foulard multicolori sempre diversi. E sorrideva sempre, mano nella mano con il marito, come ragazzini.

E come una mosca ho partecipato al suo funerale e mi sono commossa. E sono sicura che lunedì prossimo conoscerò altri particolari, altre storie della sua vita, raccontate da quelle persone che la consocevano bene e che non potevano far altro che amarla. E' come se mi sentissi legata ad un filo sottile di amore, che lega queste persone insieme, e, coinvolgendo loro nella mia vita, ho coinvolto per forza anche lei. E forse è proprio questo il nostro destino. L'impercettibilità dell'amore che, come acqua, si insinua in ogni anfratto e colma ogni spazio libero. Mi sono sentita ricolma di questo amore, che è l'amore di tutti. Ogni giorno penso che l'unica nostra speranza, l'unica speranza di avere una briciola di felicità è fare entrare nella nostra vita persone come lei, persone come loro. Non posso fare a meno di volervi bene.

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categoria:pensieri, amore, amicizia, malattia, cristianità, giogoli
giovedì, 22 ottobre 2009

Non mi vengono le parole. Ogni volta che ci penso mi dico scrivo qualcosa....ma non ce la faccio.

http://labelladdormentata-aurora.blogspot.com/

Cliccate su questo link e leggetevi tutto quanto da soli. Questa cosa l'abbiamo seguita, vissuta, ci siamo arrabbiati, abbiamo pianto e gioito. E c'è in atto una catena di solidarietà e d'amore che pervade tutta la penisola, da nord a sud, includendo le isole e pure molti paesi oltre le Alpi. Sono così fiera di essere vostra amica!

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categoria:amore, famiglia, amicizia, aggiornamenti, emozioni, malattia
mercoledì, 07 ottobre 2009

Io ho un'amicamica, con la quale ho condiviso tantissimi momenti belli e tantissimi momenti brutti. Una di quelle amiche che non ti scegli, e non ti spieghi nemmeno perché alla fine siamo amicheamiche. C'è un feeling, una sitonia, un affetto che va oltre la semplice scelta. L'impressione è che qualcun altro, qualcuno che abita ai piani alti, abbia scelto per noi.

Da un po' di tempo però abbiamo diradato gli incontri, le telefonate. Lei ha una figlia di due anni più piccola della mia bambina grande, ed è sola. Quindi ha tutti i problemi che ho io solamente che se li deve smazzettare per conto suo, come tutte le mamme single di questo mondo. Per questa sua scelta ho un rispetto per lei quasi reverenziale. Siamo come sorelle, ci capiamo al volo, uno sguardo, una battuta, capiamo esattamente ciò che l'altra vuol dire senza troppi giri di parole. Quando ha scelto di tornare a vivere a Firenze ha scelto di venire a stare vicino a casa mia, quindi le nostre figlie hanno frequentato lo stesso asilo e ora frequentano la stessa scuola.

L'altro pomeriggio l'ho incrociata sul cancello della scuola e le ho chiesto, come faccio sempre, come stava lei e come stava la bambina. Mi ha detto che sua figlia ha fatto delle analisi ed è risultata celiaca!

Ieri sera le ho telefonato, la bimba doveva fare una visita importante all'Ospedale Meyer, e mi ha raccontato le sue paure, i suoi dubbi, la difficoltà nella gestione di questa malattia, che non è proprio una malattia, e incuria e disattenzione possono creare problemi molto molto seri ai bambini. E' stato come ritrovarsi dopo tanti anni, non finivamo più di parlare. Ci siamo confidate, ci siamo sentite vicine di nuovo, come se il tempo non fosse mai passato.

Questa malattia è subdola, perché spesso non da nessun tipo di sintomo. La dottoressa che segue questa bimba si è accorta che qualcosa non andava perché la bimba non cresceva come avrebbe dovuto. E quindi i dubbi e quindi le analisi. Si tratta di un'intolleranza al glutine del grano, che è una delle componenti principali di tutti i derivati quali pasta, pane, farina. Ma non solo. Conservanti a base di glutine sono contenuti in gran parte degli alimenti conservati tipo conserve di pomodoro, ketchup e maionese, insaccati, wurstel, marmellate. Persino tutti quegli alimenti pronti che contengono glutammato di sodio. Insomma, un delirio! Queste persone devono avere i pasti preparati in luoghi quasi sterili e non contaminati da nessun tipo di farina. Quindi difficilissimo gestire i pranzi e le cene a casa, figurarsi quindi in ristoranti e pizzerie. Ma soprattutto la mensa scolastica. E questo è il suo cruccio più grande.

La mensa scolastica della nostra scuola non brilla per qualità. Ultimamente ci sono stati dei grossi, grossissimi problemi con il cibo destinato ai nostri ragazzi. La qualità non è eccellente, forse dovuto al fatto che il cibo cotto viene distribuito tre, anche quattro ore dopo la preparazione. Mia figlia mangia sempre pochissimo, tanto che ho dovuto ricominciare a darle merende più sostanziose, in modo da non farle saltare completamente i pasti. D'altra parte, se il prosciutto cotto servito alla mensa non ha un buon odore, i bambini non lo mangiano. Se la pasta è scotta e acquosa i bambini non la gradiscono. E provate  a far capire a un bambino di 6-7 anni che se il passato di verdura puzza o se la pasta è molliccia e acquosa la deve mangiare lo stesso....

Sono felice di averla ritrovata, sicuramente le starò più vicino. L'affetto che ci lega va oltre qualsiasi cosa, e non è giusto che per pigrizia o per routine noi ci si debba perdere di vista. E' vero che la vita familiare a volte ti prende e ti trascina via, ma sicuramente farò tesoro di questa lezione! Soprattutto adoro spettegolare per telefono con lei!!!!

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categoria:amicizia, cibo, malattia, figli
giovedì, 06 agosto 2009

Oggi il blog è un po' triste. Lunedì mi ha telefonato una collega con la quale lavoravo quando ero nel vecchio ufficio. Ho sentito che il tono della voce era particolare, spento. Ho subito avuto un tuffo al cuore, un'intuizione veramente brutta. E ho aspettato pazientemente le fatidiche parole: "Marta, ti devo dare una brutta notizia....." che puntualmente sono arrivate, precise e puntuali come un'orologio svizzero.

E' deceduto il marito dell'altra collega, improvvisamente, senza spiegazioni. Era un uomo giovane, allegro, una bravissima persona. Si prestava moltissimo, faceva un sacco di lavoretti e aiutava tantissimo la moglie in casa. Insomma una perla rara. I medici hanno decretato che aveva un'aneurisma all'aorta, e in mezz'ora se n'è andato.

Mi ricordo che quando lavoravo in quell'ufficio, che era un po' un Meltin' Pot di uffici, c'era il mio, il loro e anche un'altro servizio tutti insieme nella stessa stanza. Era caotico però ci si divertiva tantissimo. Andavamo sempre a prendere il caffè tutti insime e si pranzava sempre tutti insieme, anche con il capo. E con lei si facevano i discorsi seri, si parlava di tutto, era bello e interessante scambiarsi idee e opinioni. Sono rimasta molto affezionata a queste persone, ho lavorato veramente bene con loro. E il pensiero che adesso lei stia soffrendo così tanto mi fa star male. E' vero comunque, l'ho testato sulla mia pelle, che il tempo è un grande consolatore, riesce a smussare angoli e affievolisce non solo il ricordo ma anche e soprattutto il dolore della perdita.

Spero solo che riesca a trovare in futuro un po' di serenità.

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categoria:emozioni, malattia, lutto
venerdì, 10 luglio 2009

E' arrivata la circolare dell'amministrazione che permette alla sottoscritta di ammalarsi. Rimane la decurtazione dello stipendio ma almeno tolgono gli arresti domiciliari.

MA COM'E' UMANO LEI.....

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categoria:ufficio, malattia
martedì, 09 dicembre 2008

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Dopo tutti i programmi, le prove del saggio, le lezioni di musica sabato sera mia figlia si è ammalata. Lei suona il violino e giovedì prossimo ci sarà il consueto saggio natalizio. I ragazzi hanno lavorato così tanto, sicuramente sarà una bellissima serata.

E forse lei si è strapazzata un po' troppo e così, di punto in bianco, una volta tanto che avevamo fissato con i nostri amici per una pizza, sabato sera  ha iniziato a tremare, a dirmi che aveva tanto mal di testa e che le girava tutto. Le abbiamo provato la febbre e ce l'aveva a 39°.

Mi sono dovuta rintanare in casa per tutto il resto del fine settimana, tenerla al caldo, in attesa che arrivasse martedì. Devo dire che stare due giorni a casa non mi è dispiaciuto. Ho sistemato un po' di cose che dovsistemare, ho tolto di mezzo qualche scatola casa che campeggiava in casa da mooolto tempo e le ho messe in garage in attesa che vengano smistate verso la loro dimora definitiva. I giocattoli andranno tutti quanti alla scuola materna che frequenta il nanetto.

Si, questo è il nuovo soprannome del mio bimbo. Sabato pomeriggio, prima che la ragazza si ammalasse, siamo andati a vedere un negozio di articoli sportivi che faceva grandi sconti, e il piccoletto si è voluto comprare a tutti i costi un cappellino di pile a punta di color verde. Inutile dire che quando mi sono girata sono rimasta strabiliata: lui sorridente mi diceva "Mamma guarda come sono bello!!!" E io vedevo davanti a me un "Nano da giardino vivente". Gli mancava solo la barba! Diciamo che se ci sarà da fare un travestimento al volo, dovrò solamente trovargli un completino rosso e delle babbucce verdi dello stesso colore del cappello (color "Verde nano da giardino"). C'è chi li ha in giardino, chi li ha in terrazza, io ne ho uno in carne ed ossa....inutile dire come sono orgogliosa!!!!

Insomma tra domenica e lunedì ho portato su dal garage tutta l'attrezzatura per fare l'Albero di Natale. E abbiamo approfittato della momentanea tregua febbrile della mia ragazza e lo abbiamo prima costruito, poi addobbato. E adesso è qui, accanto a me, che mi fa compagnia, con le sue luci bianche e azzurre che si accendono e si spengono. I ragazzi dormono, è stata una giornata lunga.

Si, perché quando stamattina ho cercato di organizzare tutto, mi sono resa conto di non riuscire a farcela, e ho deciso di prendermi un giorno libero. Ho portato la ragazza dalla dottoressa e poi siamo andate a fare un po' di spesa. Poi di nuovo al calduccio.

Stasera  con i ragazzi abbiamo iniziato a lavorare sulla mangiatoia del Gesù Bambino che ho comprato mesi fa, con le mie amiche a Napoli. Via San Gregorio Armeno era già in piena atmosfera natalizia il 20 settembre! Penso che sia una delle strade più belle di Napoli e io sono molto orgogliosa di aver acquistato lì il mio bambinello. Quest'anno ci sarà solo lui. Forse l'anno prossimo qualcun'altro gli farà compagnia. Chissà. Appena lo avremo sistemato sicuramente metterò una bella foto sul blog, e anche una bella foto del mio Albero di Natale.

La sosta forzata mi ha fatto ri-scoprire un po' di spirito natalizio, soprattutto mi ha fatto godere della gioia di stare insieme. Anche se siamo in quattro in una stanza, e a volte ci diamo fastidio, ci basta essere vicino. Tutto il resto non conta, e la malattia diventa un pretesto, una scusa per regalarci momenti intensi e meravigliosi.

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categoria:famiglia, malattia, , natale, figli
mercoledì, 20 febbraio 2008

Mia figlia di nuovo malata. Quando siamo tornate dall'ultima domenica di sci non potevo crederci: aveva la febbre a 39°!!!!!




E' la quarta volta che si ammala in due mesi. Siamo tutti quanti così stanchi, soprattutto lei!! Questa volta però è stata peggio delle altre. Oltre alla febbre e al malessere generale lamentava un forte dolore al fianco. Lì per lì non ci abbiamo fatto caso, pensando che forse poteva essere caduta sciando. Quando però il dolore è rimasto fino al lunedì sera allora è inziato il piano B (quello di emergenza).




Mentre il marito sistemava il bimbino piccino io andavo  a recuperare la bimba grande dai nonni e la portavo al Pronto Soccorso dell'Ospedalino Meyer.




E' stata un'avventura, per fortuna senza conseguenze, ma ci hanno assistito infermieri e medici specialistici molto preparati e con un approccio alla malattia del bambino molto umano. 




Appena arrivati ci hanno accolto due infermieri che le hanno fatto una prima visita generale e hanno raccolto i suoi dati e alla fine le hanno dato un codice di priorità: i codici sono bianco, verde giallo o rosso. Lo chiamano Triage, serve per distinguere i casi più gravi da quelli meno gravi, in modo da non creare fastidiosi disguidi. Il problema è che le persone arrivano al PS a ondate, certi momenti non c'è nessuno, altri devi fare la "coda" per accedere al Triage. Per fortuna non ci sono stati problemi, se non qualche lamentela di qualche babbo o mamma particolarmente in ambasce. Si sa che quando abbiamo i bambini malati gli istinti animali escono fuori in maniera più o meno selvaggia.....




Dopo aver ottenuto il codice - il nostro era verde - e aver ottenuto una dose di medicina per farle attenuare i dolori e la febbre, si attende che il medico specialista al quale è stata indirizzata la chiamata sia libero. Tutti i medici e gli infermieri si rivolgono direttamente al bambino, chiamandolo per nome, in modo informale e per loro molto rassicurante. I genitori seguono a ruota, sono in quel momento solo gli accompagnatori, il nucleo centrale di tutto è il piccolo paziente, che si sente apprezzato e considerato, dato che è proprio lui  il grande protagonista!




Quando arriva il nostro turno, chiamano mia figlia, che nel frattempo si stava intrattenendo con il suo babbo, che ci ha raggiunti subito dopo aver sistemato il piccino. La medicina aveva fatto effetto e la febbre era scesa, di poco ma era scesa!




Il medico che la visita ci rassicura subito che non ci sono grossi problemi, apparentemente è tutto regolare, se non per un test che risulta positivo. Dato che ormai si era fatto tardi ci hanno congedato e riconvocato per il mattino successivo per fare ulteriori accertamenti.




Stanchi e affamati torniamo a casa che erano quasi le undici (!!). E' incredibile vedere quante persone hanno bisogno del PS in giorni feriali. Io credevo che fosse una pratica riservata soprattutto al fine settimana, dato che i pediatri di base non ci sono.




La mattina dopo alle otto e mezza puntuali ci ripresentiamo al PS. Il medico che ci ha accolto era lo stesso che ci ha congedato, e ha spiegato bene tutto quanto al medico di turno, una signorina molto carina, che ci ha seguito da questo momento in poi. Le hanno fatto un prelievo di sangue, il primo in tutta la sua vita, e poi le hanno fatto un'ecografia.




La bimba è stata bravissima, non si è lamentata e ha continuato ad essere allegra e spensierata come sempre. Le hanno messo un bellissimo cerotto-mucca che ha mostrato con orgoglio a tutti coloro che ha incontrato!! La dottoressa alla fine ha visto gli esami e l'ecografia e ci ha rassicurato che non c'era assolutamente niente!




L'impegno e l'amore che mettono questi medici e questi infermieri nel fare il proprio lavoro è encomiabile! Non mi era mai capitato di respirare un'aria così familiare e rassicurante in un'ospedale. In genere gli ospedali sono costruiti proprio con lo scopo di terrorizzare e alienare, qui invece si respira un'aria totalmente diversa. Il paziente è sempre al primo posto, lo vedi da come è stato concepito e organizzato l'ospedale, che è stato progettato proprio seguendo questo principio fondamentale, avere un luogo a misura di bambino più che di adulto, dato che ne deve essere l'utente finale!




Per avere un'idea di come funzioni l'Ospedale, che recentemente si è trasferito dalla sede storica alla nuova sede a Careggi, potete dare un'occhiata al sito internet www.meyer.it oppure cliccare sull'immagine qui sotto.







 

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categoria:malattia, figli, riconoscenza
mercoledì, 27 giugno 2007

Pare che ultimamente la mia vita sia inframezzata da una serie di pause di riflessione impressionanti. Mi spiego meglio.

Prima si è ammalato il piccino. E allora sono rimasta a casa dal lavoro per stargli dietro. Poi la mia bimba . E anche qui sono rimasta a casa un paio di giorni per assisterla. Poi quando tutto sembrava andare bene...zac! Mi sono ammalata anche io. E' stato un flash pazzesco, non mi prendevo un'influenza da "eoni". E invece mi trovo qui, con la tosse e la febbre alta, mal di testa a gogo.....antibiotico e tachipirina a fiumi!

Un'altra pausa. E questa pausa è particolarmente significativa. Significa che abuso troppo delle mie energie, che il mio fisico non ce la fa. Diciamo poi che questo è un periodo anche abbastanza brutto per altre faccende quindi faccio il quadro completo.

I bambini andranno in montagna alla fine della settimana. Vedremo poi cosa succede e come procedono le cose. Per ora non voglio dire nulla. Non tanto per scaramanzia, ma perché ancora è veramente troppo presto.

Ho ancora la sensazione di essere appesa a un filo, di essere in balia delle onde. Speriamo poi che arrivi un po' di bonaccia che mi faccia approdare in un porto tranquillo. Scusate la metafora ma è come mi sento adesso.

A presto.

 

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categoria:pensieri, malattia
giovedì, 17 maggio 2007

Domani finisce la "clausura".

Io che non riesco a  star zitta un secondo, ho perso la voce.

Non riuscivo ad emettere suoni, era veramente frustrante non riuscire a dire anche le cose più semplici! Dopo molto moltissimo tempo mi sono concessa di essere malata. E ho dato forfait in ufficio fino a questa sera. Domattina si ricomincia, e, come avete poututo notare, finita la "vacanza" è tornato il PC!!

Ho fatto installare la scheda per acquisire i filmati dalla telecamera e mi hanno pure installato il programma per mixare e creare. Sono curiosa di vedere quando farò questo lavoro, ma nel frattempo sono emozionata all'idea di creare, di mixare, di rendere fruibili e disponibili (e soprattutto non noiose) le immagini delle mie vacanze, momenti speciali, etc...

Quindi è stata una vera e propria vacanza, la mia.  Ho ricominciato a leggere le "cronache di Narnia", ho quasi finito di ricamare il nome del piccolo Andrea da cucire sul sacchetto dell'asilo....purtroppo date le vicissitudini degli ultimi mesi avevo lasciato questo lavoro a metà... Ho ascoltato tanta radio e visto poca televisione...sono riuscita a tornare in forma dopo tre giorni!!

E comunque ho preso una decisione fondamentale: mi concedo il corso di nuoto. Si, il lunedì sera sarà tutto mio, andrò a nuotare in una bellissima piscina che hanno aperto vicino a casa mia. Un centro fantastico, dove già vanno i miei figli. Spero di riuscire a farcela, ho bisogno di fare movimento, anche se solo una volta a settimana, meglio di niente direbbe la mia nutrizionista...ma, come direbbe Aslan, questa non è la sua storia......

Insomma......sono tornata più ruggente di prima!!!!

 

postato da: martolyna66 alle ore 21:43 | Permalink | commenti (3)
categoria:famiglia, malattia