E anche questa settimana volge al termine.
Ho una stanchezza enorme, che mi porto appresso come una zavorra da cento chili direttamente sulla schiena. Non è stanchezza fisica, quella è sana e salutare. La mia è stanchezza mentale, spirituale. Tanto effimera quanto pesante.
Mi chiedo spesso: cosa mi manca? Perché ci sono periodi nei quali ciclicamente vorrei che il mondo si fermasse e mi facesse scendere un po', solamente per riposare e riprendere fiato.
Non ho risposte. Forse sono troppo vulnerabile, o forse si è spostato il mio baricentro vitale e ancora non ci ho fatto l'abitudine. Il mio amico Giorgio domenica scorsa ha parlato di baricentri. Ha ribadito, lapalissianamente, che il centro, se non è proprio nel mezzo non è centro, è qualcos'altro.
E qui inizia la riflessione. Qual'è il mio centro? Di sicuro non sono io. Io che mi spezzo e mi faccio distruggere da chiunque, che se avessi un briciolo di amor proprio forse non mi troverei in questa situazione difficile. Allora qual'è?
Penso che il centro di ognuno di noi debba essere l'Amore, che poi sia l'amore di un uomo o di una donna o l'amore di Dio non è essenziale, dipende dai punti di vista. In ogni caso, se si centra la propria vita sull'amore allora tutto il contorno cambia.
Il problema di questo periodo, almeno per me, è che centrare la propria vita sull'Amore e poi ricevere per ricompensa calci in bocca, beh non è una cosa molto piacevole. Tutt'altro. E' vero che si dovrebbe amare gratuitamente, senza aspettarsi ricompense, ma siamo esseri umani, fatti di carne ed ossa e quindi vulnerabili. E' normale aspettarsi una qualsiasi reazione dall'altra persona. A questo punto però gioca un ruolo molto importante l'istinto di conservazione. E' come se ci fossero due forze contrapposte, una forza che ti spinge a fare sempre meglio e a fregartene delle reazioni altrui, l'altra che invece è come se ti dicesse: "Hei, sveglia!!! Non è vero che il centro di tutto debba essere l'Amore, lo vedi come vieni trattata? Non hai dignità, sei diventata una marionetta in balìa di chiunque! Smettila di pensare sempre a tutti, tira dentro i remi in barca, lascia perdere tutto e pensa a te e alla tua familgia." E io questa voce la sento, forte e profonda dentro di me. Però continuo a sentire dall'altra parte la voce dell'Amore che cerca di esortarmi a non arrendermi, che è facile arrendersi, che il cammino è difficile e tortuoso, poi però alla fine tutto si sistema, tutto andrà bene, che mi devo fidare. Mi sento proprio come in quei cartoni animati di Walt Disney dove Topolino, Paperino o Pluto vedono il diavoletto e l'angioletto che li consigliano di agire bene o male e che alla fine si prendono a mazzate.
Credo profondamente nella filosofia Cristiana, però penso anche che non sono stupida e non posso fare approfittare gli altri di questo per farmi del male.
Spero solamente che chi ha sbagliato lo riconosca, ma questo non potrà accadere. Forse però un po' di fermezza da parte mia può fare bene. Fare capire alle persone che ti stanno vicino che ti hanno ferito, senza fare troppi drammi o tragedie, può essere una cosa positiva.
Ultimamente mi ha fatto pensare molto un fatto accadutomi la settimana scorsa. Ero in fila per comprare un panino insieme ad un'amica. Dietro di me c'erano due ragazzi, alla fine arrivati al bancone, la fila si scompatta e mi ritrovo i due dietro di me di fianco. La tipa accanto a me inizia a fare l'ordinazione. Io la guardo e le dico, semplicemente e senza alzare il tono della voce, che era il mio turno, che lei era dietro di me, ma che se voleva passare avanti la facevo passare volentieri. Ho anche sorriso. Questa ragazza è rimasta spiazzata dalla mia affermazione e non ha saputo dire niente. Inutile dire che l'addetto aveva capito tutto e si è rivolto per primo a me. Con un sorriso mi sono fatta rispettare, senza arrabbiature, senza liti e senza tragedie.
Forse questa qui è una soluzione, forse questa è una delle strade più giuste da percorrere, anche se l'istinto vorrebbe che tu prendessi le persone che ti fanno del male a sprangate. Non è bello e poi macchia tantissimo.
Spero di uscirne sana, e che questo periodo introspettivo passi alla svelta. Soprattutto vorrei smettere di essere triste e preoccupata. Vorrei godermi questo lungo finesettimana e preparare l'albero di natale e il presepio. Per concludere:
BUON 8 DICEMBRE A TUTTI!!!