venerdì, 06 novembre 2009

Negli ulitmi giorni sono scomparse ben tre persone che gravitano intorno alla mia Parrocchia. Un ragazzo, amico di un amico, la mamma di un'amica e una signora del gruppo dei più "grandi".

Questa signora non la conoscevo direttamente. E' stata una persona eccezionale, che ha sopportato la malattia con una classe e una dignità fuori del comune.

Nel corso degli incontri del lunedì, le amiche parlavano spesso di lei. E mi hanno fatto conoscere di riflesso, proprio come una mosca su un muro, una persona eccezionale. Ho sentito davvero in fondo al mio cuore la perdita di questa persona. Penso che tutta la comunità ha perso moltissimo, e come è stato detto ieri al funerale, sono sicura che non sarà più la stessa cosa senza di lei.

Mi sono resa conto ad un certo punto, mentre scendevo la stradina in mezzo all'oliveta di Giogoli, per andare a riprendere l'auto e tornare alla mia vita di sempre, che forse ho perso un'occasione importante. Quando sono arrivata in Parrocchia questa signora era già molto malata. L'ho vista tante volte con il marito in Chiesa la domenica, con gli occhi gonfi per il ciclo di chemioterapia appena fatto, con in testa foulard multicolori sempre diversi. E sorrideva sempre, mano nella mano con il marito, come ragazzini.

E come una mosca ho partecipato al suo funerale e mi sono commossa. E sono sicura che lunedì prossimo conoscerò altri particolari, altre storie della sua vita, raccontate da quelle persone che la consocevano bene e che non potevano far altro che amarla. E' come se mi sentissi legata ad un filo sottile di amore, che lega queste persone insieme, e, coinvolgendo loro nella mia vita, ho coinvolto per forza anche lei. E forse è proprio questo il nostro destino. L'impercettibilità dell'amore che, come acqua, si insinua in ogni anfratto e colma ogni spazio libero. Mi sono sentita ricolma di questo amore, che è l'amore di tutti. Ogni giorno penso che l'unica nostra speranza, l'unica speranza di avere una briciola di felicità è fare entrare nella nostra vita persone come lei, persone come loro. Non posso fare a meno di volervi bene.

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giovedì, 22 ottobre 2009

Non mi vengono le parole. Ogni volta che ci penso mi dico scrivo qualcosa....ma non ce la faccio.

http://labelladdormentata-aurora.blogspot.com/

Cliccate su questo link e leggetevi tutto quanto da soli. Questa cosa l'abbiamo seguita, vissuta, ci siamo arrabbiati, abbiamo pianto e gioito. E c'è in atto una catena di solidarietà e d'amore che pervade tutta la penisola, da nord a sud, includendo le isole e pure molti paesi oltre le Alpi. Sono così fiera di essere vostra amica!

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venerdì, 03 luglio 2009

TANTI AUGURI MARITO!!!!

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martedì, 28 aprile 2009

Ieri sera ho scoperto, anzi ho RI scoperto i miei amici.

Il lunedì sera vado a trovare un'amica, si sta insieme, si chiacchiera, si prega insieme. Siamo sempre in cinque o sei, e ogni volta si aggregano persone nuove. La sua casa è aperta, l'appuntamento un'istitizione. Non mancherei mai a uno dei suoi "lunedì sera". Lei è una grande persona, ognuno apre il suo cuore e racconta agli altri i suoi crucci, i suoi sospiri, i suoi piccoli e grandi dolori quotidiani. Nel momento del bisogno mi sono stati vicini, ma adesso penso che sono fortunata, che i miei piccoli "problemi" non sono poi così grandi, però sono calcificati in fondo al mio cuore e a volte fanno molto male, però io non me ne rendo conto fino in fondo. Non sono mai riuscita ad aprire una fessura nemmeno una volta, un po' per pudore, un po' perché preferisco dare spazio a chi di noi sta davvero male, per motivi seri.

Accade però che quella piccola fessura si apre improvvisamente, perché i tanti piccoli dolori sono diventati troppi ed escono fuori, quasi senza che tu te ne renda conto. E vedi che le persone che ti sono vicine dimostrano davvero di tenere a te, perche sei te e nessun altro. Perché ti vogliono bene per ciò che sei, e cercano di aiutarti a superare queste piccole difficoltà della vita, come tu tante volte hai aiutato loro, senza chiedere niente in cambio. Ebbene, è accaduto, e mi sono resa conto di avere una grande famiglia  che mi ha accolta, e che mi abbraccia ogni volta che ne ho bisogno.

Ho avuto la conferma che l'amore richiama amore. E mi è venuta in mente questa bellissima canzone di Ligabue cantata magistralmente anche da Fiorella Mannoia. La dedico a tutti gli amici, perché se si mette in circolo il nostro amore il mondo sarà senz'altro un posto migliore! Vi voglio bene.

Ligabue - Metti in circolo il tuo amore (Radiofreccia 1988)

Hai cercato di capire
e non hai capito ancora
se di capire di finisce mai.
Hai provato a far capire
con tutta la tua voce
anche solo un pezzo di quello che sei.
Con la rabbia ci si nasce
o ci si diventa
tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca
ti fa fuori dentro
forse parte proprio da chi sei.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti "non lo so"
come quando dici "peché no?"

Quante vite non capisci
e quindi non sopporti
perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci
e di correnti forti
perché 'sto mare sia come vuoi te.

Metti in circolo il tuo amore
come fai con una novità
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici si vedrà
come fai con una novità

E ti sei opposto all'onda
ed è li che hai capito
che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa
per cui non hai l'invito
per cui gli inviti adesso falli tu.

Metti in circolo il tuo amore
come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti "non lo so"
come quando dici peché no.

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martedì, 20 gennaio 2009

E' una settimana che ci giro intorno con il pensiero. E forse adesso, dopo una settimana sto razionalizzando un po'meglio.

L'antefatto in poche parole. Una persona a me molto cara, che nella sua vita ha fatto veramente il bene di tanti, tantissimi ragazzi si trova nei guai. In guai abbastanza grossi, che pregiudicheranno, a mio avviso, un po' tutto quello che di buono ha fatto nella sua vita. Insomma, è in ballo la sua reputazione.

All'inizio sono rimasta scioccata, questa persona è veramente buona, le voglio davvero tanto bene, e di guai in questo periodo ne ha avuti tanti, talmente tanti che si accavallavano l'uno sull'altro sommergendola letteralmente.

Lei è sempre rimasta in piedi, con una forza incredibile si è sempre rialzata. Stavolta però è diverso. Lei ha una Fede in Dio incredibile, non si perde mai d'animo, anzi è lei la prima a confortarci e ad esortarci ad andare avanti.

Sono molto preoccupata per lei, e questo pensiero mi accompagna ogni momento della mia giornata. Poi è arrivato all'inizio, il pensiero, quasi in sordina e poi ha preso corpo. Ma per rinascere forse non dobbiamo prima morire?

Parlo di rinascita, di cambiamento. Quella forza che ti viene di ricominciare tutto da capo quando non hai più niente da perdere, quando ormai ti rendi conto che la vita che hai vissuto fino a quel momento non ha più senso. Forse bisogna andare in fondo, e poi piano piano risali la china. E forse è questo che sta accadendo a questa persona. E' accaduto anche a me qualche anno fa. Mi sento sempre in fondo alla salita, sempre a tutt'oggi, però una cosa in più rispetto a prima ce l'ho: ho una visione molto più ampia.

Questo senso di visione più allargato, che mi permette di vedere le varie cose importanti da diversi punti divista, è stato un traguardo molto prezioso. Ho imparato a non sottovalutare niente, sia nel bene che nel male. Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, ho letto ultimamente nel blog di Api. Ed è vero. Vivi intensamente fino in fondo ogni istante della tua vita.

Questo dono però si acquisisce con fatica e dolore. Ho imparato che nella vita niente è gratis, non ti risparmia niente nessuno. C'è da lottare e da faticare, e quando ti sei rialzato, Bam! ricadi subito. E forse questi sono davvero i miei buoni propositi per quest'anno, di cui ho vissuto solo uno spicchio, e sinceramente è stato abbastanza difficilino.

L'amore che possiamo donarci l'un l'altro, questo fa davvero la differenza. E di amore questa persona ne ha davvero tanto. Deve solamente aspettare che arrivi il momento in cui se lo potrà godere appieno.

Queste riflessioni sono tutte per te, amica mia. Ti voglio bene.

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venerdì, 05 dicembre 2008

E anche questa settimana volge al termine.

Ho una stanchezza enorme, che mi porto appresso come una zavorra da cento chili direttamente sulla schiena. Non è stanchezza fisica, quella è sana e salutare. La mia è stanchezza mentale, spirituale. Tanto effimera quanto pesante.

Mi chiedo spesso: cosa mi manca? Perché ci sono periodi nei quali ciclicamente vorrei che il mondo si fermasse e mi facesse scendere un po', solamente per riposare e riprendere fiato.

Non ho risposte. Forse sono troppo vulnerabile, o forse si è spostato il mio baricentro vitale e ancora non ci ho fatto l'abitudine. Il mio amico Giorgio domenica scorsa ha parlato di baricentri. Ha ribadito, lapalissianamente, che il centro, se non è proprio nel mezzo non è centro, è qualcos'altro.

E qui inizia la riflessione. Qual'è il mio centro? Di sicuro non sono io. Io che mi spezzo e mi faccio distruggere da chiunque, che se avessi un briciolo di amor proprio forse non mi troverei in questa situazione difficile. Allora qual'è?

Penso che il centro di ognuno di noi debba essere l'Amore, che poi sia l'amore di un uomo o di una donna o l'amore di Dio non è essenziale, dipende dai punti di vista. In ogni caso, se si centra la propria vita sull'amore allora tutto il contorno cambia.

Il problema di questo periodo, almeno per me, è che centrare la propria vita sull'Amore e poi ricevere per ricompensa calci in bocca, beh non è una cosa molto piacevole. Tutt'altro. E' vero che si dovrebbe amare gratuitamente, senza aspettarsi ricompense, ma siamo esseri umani, fatti di carne ed ossa e quindi vulnerabili. E' normale aspettarsi una qualsiasi reazione dall'altra persona. A questo punto però gioca un ruolo molto importante l'istinto di conservazione. E' come se ci fossero due forze contrapposte, una forza che ti spinge a fare sempre meglio e a fregartene delle reazioni altrui, l'altra che invece è come se ti dicesse: "Hei, sveglia!!! Non è vero che il centro di tutto debba essere l'Amore, lo vedi come vieni trattata? Non hai dignità, sei diventata una marionetta in balìa di chiunque! Smettila di pensare sempre a tutti, tira dentro i remi in barca, lascia perdere tutto e pensa a te e alla tua familgia." E io questa voce la sento, forte e profonda dentro di me. Però continuo a sentire dall'altra parte la voce dell'Amore che cerca di esortarmi a non arrendermi, che è facile arrendersi, che il cammino è difficile e tortuoso, poi però alla fine tutto si sistema, tutto andrà bene, che mi devo fidare. Mi sento proprio come in quei cartoni animati di Walt Disney dove Topolino, Paperino o Pluto vedono il diavoletto e l'angioletto che li consigliano di agire bene o male e che alla fine si prendono a mazzate.

Credo profondamente nella filosofia Cristiana, però penso anche che non sono stupida e non posso fare approfittare gli altri di questo per farmi del male.

Spero solamente che chi ha sbagliato lo riconosca, ma questo non potrà accadere. Forse però un po' di fermezza da parte mia può fare bene. Fare capire alle persone che ti stanno vicino che ti hanno ferito, senza fare troppi drammi o tragedie, può essere una cosa positiva.

Ultimamente mi ha fatto pensare molto un fatto accadutomi la settimana scorsa. Ero in fila per comprare un panino insieme ad un'amica. Dietro di me c'erano due ragazzi, alla fine arrivati al bancone, la fila si scompatta e mi ritrovo i due dietro di me di fianco. La tipa accanto a me inizia a fare l'ordinazione. Io la guardo e le dico, semplicemente e senza alzare il tono della voce, che era il mio turno, che lei era dietro di me, ma che se voleva passare avanti la facevo passare volentieri. Ho anche sorriso. Questa ragazza è rimasta spiazzata dalla mia affermazione e non ha saputo dire niente. Inutile dire che l'addetto aveva capito tutto e si è rivolto per primo a me. Con un sorriso mi sono fatta rispettare, senza arrabbiature, senza liti e senza tragedie.

Forse questa qui è una soluzione, forse questa è una delle strade più giuste da percorrere, anche se l'istinto vorrebbe che tu prendessi le persone che ti fanno del male a sprangate. Non è bello e poi macchia tantissimo.

Spero di uscirne sana, e che questo periodo introspettivo passi alla svelta. Soprattutto vorrei smettere di essere triste e preoccupata. Vorrei godermi questo lungo finesettimana e preparare l'albero di natale e il presepio. Per concludere:

BUON 8 DICEMBRE A TUTTI!!!

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mercoledì, 05 novembre 2008
Facendo delle riflessioni, mi sono resa conto che io sull’amore ho scommesso tutta la mia vita. Mi rendo sempre più conto che questa predisposizione all’amore l’ho sempre avuta dentro di me, nel mio cuore, nella parte più profonda, quello che il dolore, la sofferenza, la delusione, l’ira e la frustrazione non sono mai riuscite ad intaccare. Magari in certi periodi della mia vita non ho sentito forte la forza dell’amore come la sto sentendo in questo periodo, ma so che è sempre stato lì, nascosto, nell’angolo più recondito della mia anima.

 Ho sempre pensato che i “buoni” hanno sempre la facoltà di vincere, che non è naturale che vincano i cattivi, e se lo fanno forse è perché i “buoni” non ci credono abbastanza. Questa cosa del crederci fino in fondo l’ho imparato quando giocavo a calcio. Nonostante non fossi fisicamente predisposta per il gioco del pallone ho deciso lo stesso di entrare in squadra di calcio femminile e, nonostante la mia palese inettitudine al gioco, sono stata accolta a braccia aperte. Tutte le volte che entravo in campo, anche per cinque minuti, le mie compagne e amiche mi dicevano: “Marta, devi crederci fino in fondo, fai del tuo meglio!”. Magari non facevo una buona prestazione, ma ce la mettevo tutta, e alla fine un sorriso o una pacca sulla spalla erano il premio che più ambivo e potete scommetterci, o l'uno o l'altra arrivavano sempre, anche quando il risultato finale non era positivo. Ebbene, credo all’amore in maniera così forte e intensa che è come se ogni giorno io debba scendere in campo. Mentalmente mi ripeto ogni mattina “Marta, devi crederci fino in fondo, fai del tuo meglio!”

 L’amore è inesauribile e non finisce quando la vita non c’è più: l’amore è per sempre. Finché ci sarà qualcuno che ci ama noi non moriremo. Perché la nostra essenza rimarrà nel cuore di chi ci ha amato tanto e non si esaurirà mai. Io mi porto dentro tutti i miei cari, gli amici che ormai sono scomparsi. Li sento profondamente vicini, specialmente mio padre e mia nonna. E mi sembra innaturale andare al cimitero a trovarli, quando li ho dentro di me ogni giorno.

 Da quando sto seguendo il cammino spirituale nel quale mi sono avventurata qualche anno fa, mi sono resa conto che l’amore è l’essenza di tutto, ed era già dentro di me prima di tutti i tempi. L’amore accomuna persone diverse per cultura, religione, sesso, razza ed età. Credo profondamente che l’amore non è ad uso e consumo esclusivo dei Cristiani, ma che è materia fondante di tutte le religioni.

 L’amore è una fonte inesauribile di energia, e sarebbe bellissimo se anche tutti i meccanismi che adesso vanno ad elettricità o a petrolio andassero ad Amore. Come sarebbe bello il mondo! Non ci sarebbe più ragione per fare le guerre, perché di amore ce n’è in abbondanza per tutti. E chi ne ha tanto può donarlo a chi ne ha poco, e così l’amore si può rigenerare e moltiplicarsi. Che sogno….

 Purtroppo viviamo in un mondo dove la prevaricazione è all’ordine del giorno, dove l’odio e la violenza ci vengono proposte ogni istante dai media. Ci sono paesi nei quali la vita non è vita, dove c’è la guerra, i bambini vengono uccisi o utilizzati come soldati. Ogni tanto qualcuno decide di fare una bella pulizia etnica, tanto per rendere il suo paese più pulito, e uccide migliaia e migliaia di persone innocenti. Quanto poco amore c’è oggi nei giornali o in televisione. E quanto poco amore c’è nella società che ci circonda, anche nel nostro piccolo contesto sociale, la scuola dei figli, il condominio, il lavoro, la famiglia. Siamo sempre disposti a litigare, a scaricare le nostre frustrazioni sul prossimo, a dare sempre la colpa a qualcun altro per il nostro malessere.

 Certe volte penso che se non mi facessi tante domande forse vivrei molto più tranquillamente. Però la mia vita sarebbe vuota e senza senso. Come potrei insegnare ai miei figli ad amare? Come potrei guardarmi allo specchio ed essere anche solo minimamente soddisfatta di come sono cresciuta?

Bisogna essere molto tenaci e crederci molto nell’amore per continuare ad essere come sono io. E’ faticoso e doloroso, ma vado avanti per la strada che mi si è parata davanti. Il mio desiderio più grande è vedere dove va a finire questa strada.

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martedì, 30 settembre 2008
Un mercoledì estivo come tanti, il rito estivo di ritrovarsi con gli amici per cenare insieme. Lo scenario un bellissimo giardino sulle colline fiorentine, di fianco all'antica Pieve.

La cena, mai frugale, anche se dovrebbe esserlo, è sempre la stessa eppure ogni volta diversa, noi la chiamiamo cena di condivisione. Ognuno porta qualcosa, c'è sempre abbondanza di tutto. Anche perché non si sa mai esattamente quante persone vengono. Tutti sanno che il mercoledì siamo lì, si arriva, ci si siede e si mangia ciò che si trova, condividendo con gli altri ciò che abbiamo portato.  E' un modo per sentirsi fratelli, per vivere insieme il consueto rito del pasto serale. Proprio come Lui ha sicuramente fatto tante volte, più di duemila anni fa, insieme ai suoi amici, la gioia intensa dello stare insieme, il piacere di gustare e condividere ciò che la provvidenza, che alla fine poi è sempre Lui, ci dona.

Questa è la festa, questo è il piacere puro di godere la compagnia l'uno dell'altro, con semplicità, in virtù di quell'amore che Lui ci ha svelato e insegnato.

Con questo sono quattro anni che ogni estate partecipo a questa festa, e ogni volta è una sorpresa, ogni volta riesco a cogliere suoni, colori, odori e sensazioni sempre nuove. Ogni volta è come se fosse la prima volta.

In realtà la "festa" c'è ogni mercoledì sera, sia d'estate che d'inverno, io però riesco a partecipare solo d'estate, quando sono più libera e  la stagione è al suo  massimo fulgore. L'aria tiepida, il cielo terso, il tramonto mozzafiato che ogni volta ci sconvolge, e poi il calare della sera,  quel velo che piano piano diventa sempre più scuro, e via via che si oscura appaiono piccoli punti di luce, piano piano appaiono, uno dieci, miloni, miliardi.... E poi la luna, a volte piccolissima,  a volte enorme, il faro principale che illumina le nostre serate è proprio lei.

La cena si svolge in giardino, ognuno di noi fa qualcosa, alla fine tutti fanno un po' di lavoro e si lascia molto spazio alle parole, ai sorrisi, alla sorpresa di veder apparire qualcuno che non ti aspetti, soprattutto agli abbracci. Si perché gli abbracci si sprecano, lassù tra le colline il mercoledì sera. E'  tutto un'intreccio di braccia, di mani, di sorrisi, di sguardi. Se ci guardate da lontano, senza conoscerci non credereste ai vostri occhi!

E poi ad un certo punto, tutto finisce, si sparecchia, si toglie tutto quanto, si lavano i piatti, si prepara il caffè.
L'atmosfera inizia a diventare febbrile, si sistemano le panche, si prende il tavolo e si mette sopra la tovaglia. Qualcuno arriva con le candele, le luci si smorzano, restano solo la luna, le stelle e le candele. L'illuminazione è perfetta.
Ad un certo punto arriva il Don, e chiede di fare silenzio. Il Silenzio è la parte più difficile, perché c'è sempre qualcosa da dire al vicino.

La Messa ha inizio. Il silenzio è palpabile, l'atmosfera inizia a diventare sempre più intensa, si canta, si ascolta, si partecipa tutti insieme. Si ha l'impressione ogni volta di assistere a qualcosa di molto più grande di noi.

Alla fine altri abbracci, altri saluti, qualcuno mangia ancora un pezzetto di dolce e poi a malincuore ci si saluta. Pronti a rivedersi la prossima settimana, e la prossima....e la prossima....e la prossima.......


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categoria:amore, religione, amicizia, emozioni, cristianità
giovedì, 05 giugno 2008

Ho deciso di scrivere per pura vigliaccheria, non ho la forza di parlare di persona, anche perché ho l’impressione che non ci sia molto da dire.

Ho comunque nel cuore alcune cose  e spero che nessuno si offenda, non è mia intenzione salire in cattedra e insegnare a vivere a nessuno, io per prima sono alla ricerca continua di una misura giusta ed equa per vivere in pace con me stessa.

In questo momento sento il bisogno di mettere a disposizione il mio piccolo pezzetto di esperienza di vita a tua moglie, ho avuto l’impressione che lei abbia vissuto fino ad ora in una dimensione che non era la tua, le vostre essenze si sono sfiorate ma non si sono mai fuse veramente. In questo momento lei si sta rendendo realmente conto di cosa  hai rappresentato e tutt’ora rappresenti per lei, rammaricandosi forse di non averlo capito prima o di non avertelo fatto capire. E’ proprio vero ciò che diceva quella canzone di tanti anni fa…..l’amore lo conosci quando lo perdi.

Passerà, passa sempre tutto. Il tempo è una grande lima e lei è una donna forte. Dovrà occuparsi di tutta quella parte di vita, non solo materiale, che ha rifuggito un po’ per paura, un po’ perché in fondo lei non ha molta fiducia nelle sue possibilità. Forse non se ne rende conto, ma la ha un potenziale grandissimo e, purtroppo, ha avuto la sfortuna di incontrare nella sua vita tante persone che non l’hanno mai valorizzata abbastanza e non parlo di te. Mi riferisco a quei personaggi che avrebbero potuto e dovuto sostenerla contribuento così a farle avere un po' più di autostima. Penso comunque che in questi pochi giorni abbia già fatto molta strada, si sta facendo tante domande e  prima o poi troverà le risposte.

Forse questa volta riusciremo davvero ad abbattere quelle barriere e quei muri invisibili che non ci hanno mai permesso di essere veramente amiche. 

In questo momento tu sei il più forte, il più determinato, il più deciso, o almeno così pare. Non è facile prendere la propria vita tra le mani e decidere di cambiarla, è molto più facile lasciarsi vivere e subire gli eventi.

Quando sei esasperato dici cose che non avresti mai voluto dire e compi atti che non avresti mai pensato di poter fare. Cerca di essere obiettivo e continua a porti le domande che ti sei posto, magari la risposta che hai dato per prima non è quella che alla fine ti saresti voluto dare. Datti tempo per realizzare a freddo le tue scelte, senza che il vortice delle emozioni, la rabbia, la frustrazione, la sensazione di aver sprecato la tua vita possano farti vedere le cose distorte. Quando sei tranquillo riesci a vedere le cose sotto più punti di vista.

In tutto questo marasma mi sono chiesta se ho fatto abbastanza, se vi sono stata vicina come voi lo siete stati con me nel momento del dolore e della disperazione. Siamo sempre tutti quanti così presi dalle nostre vite, dai nostri impegni e perdiamo di vista ciò che dovrebbe essere essenziale, l’amicizia. L’amore fraterno tra persone che si considerano amici e che, oltre che aiutarsi a vicenda, dovrebbero condividere gioie e dolori. Forse c’era questa voglia di condivisione, ma secondo me siamo stati tutti quanti troppo pigri per poterla portare a termine, io per prima.

Ad un certo punto ci si rende conto di essere grandi, di non essere più ragazzini, e questo ci fa immensamente paura. Si vorrebbero avere punti di riferimento ma invece non ci rendiamo conto di esserlo diventati a nostra volta, e ciò ci procura un ulteriore pesante fardello da portare.

Siate famiglia anche se non lo sarete più. Cercate di non usare vostro figlio come merce di scambio per poter ottenere cose o benefici ma soprattutto quella predominanza sull’altro che alla fine porta solo dolore. Sinceramente ho sempre la speranza che le cose tra di voi  si possano sistemare. Ho la speranza che questo percorso doloroso possa permettervi davvero di mettere a nudo i vostri sentimenti, di mostrarvi  come siete in realtà, con tutte le fragilità, le ferite e i lati oscuri che sono propri di ogni essere umano.

Tutto il tempo vissuto è prezioso, tutte le esperienze sono utili, ogni cosa ha contribuito e contribuisce in continuazione a fare in modo che voi possiate essere le persone che siete. Non dovete mai rinnegare nemmeno un istante di ciò che avete vissuto: siete voi stessi grazie soprattutto alle vostre esperienze .“Stranamente” si cresce di più dal dolore e dalla sofferenza che dal benessere e dalla stabilità.

E adesso la parte conclusiva di questa lunga lettera, scusate tanto se mi sono dilungata troppo.

Non posso far altro che pregare per voi, qualunque sia la vostra decisione, che il Signore vi accompagni e vi prenda per mano in questo momento difficile. Lui sicuramente saprà mostrarvi la strada giusta, che non è mai quella tranquilla e in pianura, ma spesso è quella che si inerpica sulla cima della montagna ed è intricata e difficile da percorrere. La vita è difficile e viverla fino in fondo necessita di una buona dose di coraggio e incoscienza. Vi auguro di fare buona scorta di tutte e due le cose.

Vi ricordo, e per me è molto importante,  che voglio bene a tutti e due, anzi a tutti e tre, e vi chiedo perdono per tutte le mie mancanze.

Vi sarò sempre vicina nonostante tutto, naturalmente insieme a tutta la mia famiglia.

postato da: martolyna66 alle ore 22:43 | Permalink | commenti
categoria:pensieri, amore, famiglia, amicizia, emozioni
mercoledì, 21 maggio 2008

Oggi voglio scrivere solo poche righe per lui, che mi sopporta e mi supporta anche se a volte sono veramente molto troppo difficile da gestire.








Sei il raggio di sole che filtra attraverso le nuvole,



Sei il vento del nord che spazzi via le mie nuvole nere,



Sei la mia forza e la mia debolezza,



Sei la mia gioia e la mia serenità

postato da: martolyna66 alle ore 11:56 | Permalink | commenti (2)
categoria:amore, emozioni